Nome del servizio:
SAD (Servizio Assistenza Domiciliare)

Come ti chiami?
Stefano Lo Monaco

Da quanto tempo lavori in cooperativa?
20 anni

Qual è il tuo ruolo all’interno della cooperativa?
Coordinatore del Servizio SAD, ruolo che condivido con i colleghi Mauro Magistrati e Paola Mecca (coordinatrice logistica), con i quali gestiamo e organizziamo i servizi di assistenza agli utenti dei comuni della Valle Seriana, da Ranica a Clusone.

Ci presenti la tua equipe?
Dovremmo presentarvi almeno dieci equipe, in quanto le operatrici lavorano per piccoli gruppi di lavoro divisi per territori. In totale sono 35 colleghe.

Chi sono gli altri protagonisti del servizio?
Le assolute protagoniste del servizio sono le operatrici ASA/OSS che quotidianamente assistono con cura e dedizione gli utenti del territorio che ne fanno richiesta, sabato e domenica compresi e alcune volte anche nei giorni festivi.

In poche righe, come funziona il servizio?
Il Servizio funziona in collaborazione con le Amministrazioni Comunali. Gli utenti fanno domanda ai Servizi Sociali del proprio comune di residenza e possono poi scegliere tra i vari enti accreditati per l’erogazione del Servizio. Se ci scelgono, ci mettiamo in contatto con le famiglie, raccogliamo i bisogni e le richieste per poterle assistere il prima possibile e nel migliore dei modi. Quasi sempre si tratta di assistenza a persone anziane con prestazioni che vanno dall’igiene, alla cura della relazione, passando per la cura degli spazi domestici, il mantenimento delle abilità residue e il supporto nelle azioni quotidiane di tutti i giorni. È molto importante la collaborazione con gli Assistenti Sociali e le famiglie degli utenti (in particolare i loro care-giver), in quanto le urgenze e i bisogni cambiano di giorno in giorno.

Pensa a 3 caratteristiche necessarie che una persona deve possedere per poter lavorare all’interno del tuo servizio:
Discreta (per entrare in punta di piedi nelle case degli utenti)
Flessibile (per venire incontro ai bisogni delle famiglie e alle quotidiane urgenze)
Empatica (per entrare in sintonia con utenti e familiari)

E ora 3 parole per descrivere come ti fa sentire il tuo lavoro:
Appagati, riconosciuti, prossimi.

Descrivi un momento che secondo te rappresenta in modo significativo la comunità con cui ti rapporti:
Credo che una delle cose più importanti di questo servizio sia quello non solo di assistere persone fragili e di supportare le loro famiglie, ma anche di (talvolta) farsi carico di accompagnarle nel momento delicato della morte.

Descrivi ora il momento/l’esperienza che ti è rimasta nel cuore:
Non possiamo non parlare del momento in cui è esplosa la pandemia, in quelle settimane moltissime operatrici si sono ammalate, la preoccupazione per loro era forte. È stato bellissimo vedere come le altre colleghe hanno portato avanti il servizio, dimostrando ancora più disponibilità del solito e riuscendo a superare o affrontare la paura di lavorare nel territorio e nel settore che in quel momento era il più colpito dal Covid. Tutto questo ci è stato riconosciuto dalle famiglie, anche loro spaventate, che non hanno smesso di ringraziarci per non aver mai interrotto il servizio.

Come ti piacerebbe immaginare il servizio tra 5 anni?
Ci immaginiamo un SAD come punto nevralgico di un nuovo sistema di supporto alla domiciliarità e come pilastro di un Welfare di Comunità che rimetta al centro i bisogni della famiglia e della non autosufficienza.

E per finire… qual è il tuo piatto preferito?
Ne diciamo tre: pizzoccheri, pasta con le vongole, trippa.