Nome del servizio:
Centro Diurno Integrato

Come ti chiami?
Lara Loddi

Da quanto tempo lavori in cooperativa?
Ho conosciuto la cooperativa nel 2013 in quanto ero una volontaria del servizio civile proprio al centro diurno

Qual è il tuo ruolo all’interno della cooperativa?
Sono il coordinatore logistico ed educativo del CDI e sono il coordinatore del servizio delle AF (assistenti familiari)

Ci presenti la tua equipe?
Il mio gruppo di lavoro è formato da bellissime persone, stimo molto tutta la mia equipe. E’ costituita da 6 OSS che sono indispensabili per la tenuta del servizio: hanno il compito di assistere i nostri utenti in tutte le necessità di base, come l’igiene, l’alimentazione, la piccola cura del sé. Ci sono due educatori che si occupano della stimolazione cognitiva dei nostri utenti attraverso molte attività diversificate, due fisioterapisti che curano il mantenimento delle capacità motorie, un’infermiera che si prende cura dei nostri utenti a 360°, un coordinatore che gestisce il personale e il progetto educativo, un responsabile del servizio che “tiene le redini” della struttura, intrattiene i rapporti con i familiari, con le assistenti sociali dei comuni e con le realtà e gli altri enti presenti nei territori limitrofi. Completa l’equipe il medico che ci aiuta a gestire al meglio il servizio attraverso la stesura e la condivisione di protocolli operativi e linee guida.

Chi sono gli altri protagonisti del servizio?
Collaborano con una Af che si occupa del supporto alle attività e soprattutto della sanificazione, fondamentale in questo periodo in un servizio assistenziale con utenza anziana, un ragazzo del servizio civile e un inserimento lavorativo inviato dal CPS.

Prima del covid il nostro cdi era un alveare di persone: volontari che si occupavano di laboratori, volontari che ci accompagnavano nelle varie uscite sul territorio di Ranica o anche in Città Alta piuttosto che nei paesi limitrofi, tirocinanti delle scuole ASA, progetti vari con i ragazzi delle scuole dell’infanzia, delle medie e dei licei, momenti di riflessioni con i ragazzi del Catechismo e con il Don del nostro paese, messe mensili e collaborazione proficua con il Centro anziani che si trova nel piano terra nella nostra stessa struttura.

Attualmente è tutto sospeso ma noi teniamo duro, abbiamo ancora tanti progetti interessanti nel cassetto!!

Gli ospiti sono prevalentemente persone anziane fragili e le loro famiglie. Loro sono la nostra spinta, o meglio, il loro benessere è la nostra spinta. Quello che ti danno le persone anziane con demenza è difficile da descrivere: a volte non ricordano il nome dei loro figli e dei loro nipoti e hanno uno smarrimento interno pazzesco ma se li guardi negli occhi e li rassicuri anche solo con un sorriso accogliente loro riporranno in te tutta la fiducia del mondo. E’ un dono così prezioso che a volte ci commuove e sentiamo la responsabilità del loro benessere sulle nostre spalle. Non è facile gestire questo bagaglio emozionale: immaginate di non sapere dove siete, di non sapere come siete arrivati in quel posto e di non riconoscere nessuno… vedere un volto sorridente e pacato appiana già l’ansia dell’incognito. Quello che noi facciamo è prenderci cura di loro, e lo facciamo con cura: noi abbiamo cura del prenderci cura.

Dietro ad un anziano fragile c’è quasi sempre una famiglia che per un motivo o l’altro è in sofferenza: quando il nostro servizio prende in carico un anziano, prende anche tutto il “pacchetto famiglia”; di certo si cerca il più possibile di scaricare la famiglia di alcune incombenze faticose e di aiutarla nel districarsi nel mondo dell’assistenza sanitaria.

In poche righe, come funziona il servizio?
Il servizio mira a far trascorrere una giornata di benessere alle persone che lo frequentano, proponendo loro varie attività, adeguate alle loro capacità residue, ma soprattutto garantendo la presenza empatica e positiva degli operatori che facilitano le relazioni tra gli ospiti. Nessuno è obbligato a far nulla e non abbiamo intenzione di creare qualcosa di “bello” a livello estetico: per noi è importante che tutti a vari livelli, siano coinvolti in attività ludico-educative, che si crei un ambiente sereno, produttivo dal punto di vista della stimolazione cognitiva e che ognuno nel suo piccolo abbia un ruolo all’interno del gruppo. La cosa importante è tenere impegnata la mente cosi da renderla più reattiva e, quando si è impegnati in qualcosa, tendenzialmente i disturbi comportamentali che possono presentarsi vengono tenuti a bada.

Pensa a 3 caratteristiche necessarie che una persona deve possedere per poter lavorare all’interno del tuo servizio:
Empatia, capacità di ascolto, pensiero positivo

E ora 3 parole per descrivere come ti fa sentire il tuo lavoro:
Utile, impegnata, piena

Descrivi un momento che secondo te rappresenta in modo significativo la comunità con cui ti rapporti:
Credo che i momenti che rappresentano il CDI siano i momenti di integrazione tra diverse fasce d’età: quando venivano a trovarci i bambini delle scuole dell’infanzia i nostri utenti si illuminavano. Semplicemente. Avevano gli occhi brillanti di energia, di amore, di vita.

Descrivi ora il momento/l’esperienza che ti è rimasta nel cuore:
Gioco con ospiti e ragazzi con palloncini e rotoli di scottex: i nostri fisioterapisti dall’infinita pazienza ed immaginazione avevano organizzato un gioco divertentissimo nel quale i nostri utenti hanno ritrovato allegria e condivisione con i ragazzi delle scuole medie.

Pranzo con ospiti e volontari: a Natale organizziamo un pranzo con tutti i volontari (sono circa 60!!) ed è un momento bellissimo perché sono tutti insieme mentre tendenzialmente si dividono in piccoli gruppi in diverse giornate. Si organizza la Messa, un momento musicale con i nostri volontari del gruppo degli ZANNI e il pranzo serviti a tavola da noi operatori. In quel momento siamo noi che serviamo loro, per ringraziarli del tempo e della dedizione per il nostro servizio.

Come ti piacerebbe immaginare il servizio tra 5 anni?
In un locale a piano terra con un bel giardino e con qualche progetto di arteterapia, musicoterapia, teatro. Immagino un luogo accogliente, stimolante, sereno e ricco di esperienze. Un punto di riferimento per coloro che hanno bisogno di aiuto su più fronti, un luogo dove imparare a rapportarsi all’anziano, un luogo di scambio intergenerazionale.

E per finire.. qual è il tuo piatto preferito?
La pizza!